{"id":211,"date":"2023-04-18T12:29:59","date_gmt":"2023-04-18T10:29:59","guid":{"rendered":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/?page_id=211"},"modified":"2024-04-03T07:25:26","modified_gmt":"2024-04-03T05:25:26","slug":"incontro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/incontro\/","title":{"rendered":"Incontro"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">VIII INCONTRO INTERNAZIONALE DI SCUOLA \u2013 EPFCL, 2 MAGGIO 2024 \u2013 PARIGI, \u201cSAPERE E IGNORANZA NEL PASSAGGIO ALL\u2019ANALISTA\u201d<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">PROGRAMMA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Anfiteatro Lavoisier (Traduzione simultanea Inglese, spagnolo, francese, italiano, portoghese)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>8:00-&gt;REGISTRAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>9:00-&gt;PERTURA<\/strong><br><strong>Carolina Zaffore&nbsp;<\/strong>(Argentina)e<strong>&nbsp;Dominique Fingermann<\/strong>&nbsp;(Francia<a>)<\/a><br>Segretarie del Collegio Internazionale della Garanzia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>9:15 \u2013 10:45<\/strong><br><strong>Discussant: Martine Men\u00e8s\u00a0<\/strong>(Francia)<br><strong>Elynes Barros AE\u00a0<\/strong>(Brasile)<strong>:\u00a0<\/strong>Cosa si pu\u00f2 sapere in un\u2019analisi?<br><strong>Rebeca Garcia\u00a0<\/strong>(Spagna)<strong>:\u00a0<\/strong>Ci\u00f2 che risuona di un\u2019esperienza<br><strong>Nicolas Bendrihen\u00a0<\/strong>(Francia)<strong>:\u00a0<\/strong>La cicatrice degli effetti del caso?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>10:45-11:15<\/strong> : PAUSA CAFF\u00c8<\/p>\n\n\n\n<p><strong>11:15 \u2013 12:45<\/strong><br><strong>Discussant: Sandra Berta<\/strong>\u00a0(<strong>Brasile)<\/strong><br><strong>Constanza\u00a0Lobos\u00a0<\/strong>AE (Argentina): Volere un sapere bucato<br><strong>Anne Marie Combres\u00a0<\/strong>(Francia): Punto di passaggio?<br><strong>Mikel Plazaola\u00a0<\/strong>(Spagna): Effetti del passaggio dall\u2019ignoranza al sapere nell\u2019esperienza della\u00a0passe<\/p>\n\n\n\n<p><strong>12:45 \u2013 14.15->Pranzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>14:15 \u2013 15:45<\/strong><br><strong>Discussant: Teresa Trias<\/strong>\u00a0(<strong>Spagna)<\/strong><br><strong>Dimitra Kolonia<\/strong>\u00a0AE (<strong>Francia)<\/strong>:<em>\u00a0<\/em>Sorprese di fine<br><strong>Marie-Jos\u00e9 Latour<\/strong>\u00a0(<strong>Francia)<\/strong>: Lavorare per l\u2019incerto<br><strong>Ana Laura Prates Pacheco<\/strong>\u00a0(<strong>Brasile)<\/strong>: Con la finestra aperta verso la passe\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>15:45 \u2013 17:15<\/strong><br><strong>Discussant: Didier Castanet\u00a0<\/strong>(Francia)<br><strong>Christelle Suc AE\u00a0<\/strong>(Francia): Dall\u2019elucubrazione all\u2019impensato: del nuovo?\u00a0<br><strong>Armando Cote<\/strong>\u00a0(Francia): L\u2019elogio del non sapere e i suoi rapporti con la verit\u00e0\u00a0<br><strong>Carolina Zaffore<\/strong>\u00a0(Argentina): Cosa c\u2019\u00e8 di didattico nel passaggio all\u2019analista?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>17:15 \u2013 17:45->PUNTEGGIATURE<\/strong><br><strong>Anastasia Tzavidopoulou<\/strong>\u00a0(<strong>Francia<\/strong>)<br><strong>Colette Soler<\/strong>\u00a0(<strong>Francia)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\"><strong>Apertura 1 &#8211; \u201cL\u2019atto analitico tra la fine e gli inizi\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Carolina Zaffore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u201cPrendiamo dunque le cose cos\u00ec come si presentano a noi. Si \u00e8 arrivati una volta alla fine, e da questo si occorre dedurre la relazione che questo ha con l\u2019inizio di ogni volta.\u201d<\/em> <\/p>\n<cite>Lacan: \u201cL\u2019atto psicoanalitico\u201d, ne Il Seminario XV, lezione 10 di gennaio 1968<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Come si collega l\u2019autorizzazione dell\u2019analista, propria della fase finale dell\u2019analisi, con l\u2019autorizzazione in ogni inizio degli analisi che conduce? Come incide, per qualcuno, il momento del passaggio da analizzante ad analista nella sua praxis? Quali elaborazioni raccogliamo dagli AE su questo punto? Quale sapere apporta il passaggio da analizzante ad analista e quali sono i suoi usi nell\u2019operazionale analitico?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lacan propone un lavoro di deduzione e le prossime giornate possono essere un buon rilevatore dei due terreni in gioco: la logica dell\u2019atto e la pratica quotidiana degli analisti.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">Apertura 2<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Didier Castanet<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lacan afferma nella sua \u00abProposta sullo psicoanalista della Scuola\u00bb, nel 1967: \u00abQuesto [non sapere] non autorizza affatto lo psicoanalista ad accontentarsi di sapere che non sa nulla, perch\u00e9 quello che importa \u00e8 ci\u00f2 che egli \u00e8 tenuto a sapere\u00bb<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. <em>Altri scritti<\/em>, p. 247.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se, nel corso del suo insegnamento, Lacan ha variato sulla questione del sapere, egli insister\u00e0 sempre sul fatto che, a doverci guidare, \u00e8 ci\u00f2 che non si sa. \u00c8 cos\u00ec che egli incomincer\u00e0 affermando che si tratta di regolarsi, non su un ipotetico desiderio di sapere, bens\u00ec sulla passione dell\u2019ignoranza. Ignoranza ha qui un senso preciso, ben lontano dal senso abituale di assenza o di negazione di sapere. La questione non verte su una mancanza di sapere, cosa sempre pregiudizievole e alla quale non si tratta di rassegnarsi, ma piuttosto su ci\u00f2 che non si pu\u00f2 mai sapere agli iniz\u00ee di una cura, ossia la verit\u00e0 del soggetto che vi si ingaggia. Questa verit\u00e0 che egli ignora necessariamente, per lo psicoanalista si tratta di localizzarla correttamente e quindi di non confonderla con una insufficienza di sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per identificare ci\u00f2 che egli non pu\u00f2 che ignorare a priori, per sapere almeno che c\u2019\u00e8 qualcosa da sapere, \u00e8 necessario che si doti di un sapere molto conseguente. C\u2019\u00e8 infatti una differenza fondamentale tra sapere o no ci\u00f2 che si ignora. Ed \u00e8 in questo senso soltanto che l\u2019ignoranza non ha nulla a che fare con l\u2019illetteratismo o l\u2019ignorantismo di cui Lacan si \u00e8 sempre preoccupato, ma costituisce la forma pi\u00f9 elaborata del sapere. Questa forma \u2013che Lacan chiama prima il non-sapere, pi\u00f9 tarde il non-saputo [<em>non su<\/em>]\u2013 \u00e8, all\u2019inizio della cura una forma vuota, un insieme vuoto, sapere di cui non c\u2019\u00e8 ancora in quel momento che la cornice. Questa cornice indispensabile nella quale si potr\u00e0 raccogliere ed elaborare il sapere inconscio del soggetto, che fa si che, come lo formula Lacan: \u00abil non saputo si ordini come il quadro del sapere\u00bb<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. <em>Altri scritti<\/em>, p. 247.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale sarebbe questo sapere conseguente adatto a localizzare la nostra ignoranza? Bench\u00e9 sia meglio disporre di un sapere dottrinale molto fornito, non basta evidentemente essere un letterato. Questo sapere deve anche riguardare il reale e il vero. \u00c8 qui che l\u2019analista \u00e8 un prodotto della cura, la sua propria, reale e vero non potendo che essergli propri. A lui dunque di poter fabbricare del sapere con la sua esperienza, sapere suscettibile di accogliere in seguito una verit\u00e0 che non gli appartiene, addirittura anche di presentificarla nel transfert. Questo apre sulla questione del desiderio dell\u2019analista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Traduzione<\/strong> : Diego Mautino<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Jacques Lacan, \u00abProposta sullo psicoanalista della Scuola [1967]\u00bb, in <em>Altri scritti<\/em>, Einaudi, Torino 2013, p. 247, \u00a7 5.<br><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Ibidem, \u00a7 6.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">Apertura 3 &#8211; \u00ab Il sapere, \u00e8 ci\u00f2 che ci guida \u00bb<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Anne-Marie Combres<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ne <em>Il momento di concludere, <\/em>Lacan insiste sul fatto che occorrerebbe che l\u2019analista sappia operare convenientemente, cio\u00e8 che si renda conto della portata delle parole per il suo analizzante, cosa che incontestabilmente ignora. Ci troviamo dunque nel cuore della questione del sapere e dell\u2019ignoranza\u2026 \u00c8 dal sapere \u2013 sapere che c\u2019\u00e8 dell\u2019ignoranza \u2013 che pu\u00f2 prender spunto per orientarsi? In questo stesso seminario, Lacan precisa che l\u2019inconscio \u00e8 il sapere che ci guida, quindi come si ritrova questo nelle cure, sia dal lato analizzante che dal lato analista e quale chiarimento supplementare potrebbe apportarci il passaggio dall\u2019analizzante all\u2019analista su questo punto?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(J. Lacan \u2013 Seminario<em> Il momento di concludere, <\/em>(Inedito)&nbsp;lezione del 15 novembre 1977)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Traduzione<\/strong> : Diego Mautino<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">APERTURA 4 \u2013 <strong>Metamorfosi del sapere?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Rebeca Garc\u00eda<\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201c \u2026<em> ed \u00e8 per questo che deve avere isolato la causa del suo orrore, la causa del suo \u2013di lui\u2013 orrore di sapere, staccato da quello di tutti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Allora s\u00ec che sapr\u00e0 essere uno scarto<\/em>.\u201d<\/p>\n<cite>J. Lacan<em> \u2013 Nota italiana \u2013 <\/em>Altri scritti<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Nella sua <em>Nota italiana <\/em>Lacan menziona, almeno in cinque occasioni, la parola \u201cscarto\u201d riferita alla posizione che occupa l\u2019analista dopo aver realizzato il passaggio da analizzante ad analista.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPromette\u201d l\u00ec un certo sapere nella sua operazione como analista: <strong><em>sapr\u00e0<\/em><\/strong> <em>essere uno scarto<\/em>, affermazione contundente, convinzione che punta all\u2019atto analitico come tale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un passaggio da un lato all\u2019altro: da <strong><em>isolare la causa<\/em><\/strong> del proprio orrore di sapere a <strong><em>saper essere <\/em><\/strong>scarto.<\/p>\n\n\n\n<p>Traversia di una esperienza del reale che veicola un desiderio inedito.<\/p>\n\n\n\n<p>Saper essere scarto di una presunta umanit\u00e0 che non desidera il sapere, scarto della dotta ignoranza che non ha indietreggiato a confrontarsi con il buco nel sapere, scarto della caduta degli amori con la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Metamorfosi senza ritorno? Como potrebbe la Scuola,<em> base de operazioni<\/em>, accogliere e rilanciare questo desiderio inedito <em>staccato da quello di tutti? <\/em>Quali <em>operazioni <\/em>potremo attendere nella vita della Scuola da parte di chi ha preso a suo carico questa posizione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Traduzione<\/strong>: Diego Mautino<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\">Apertura 5 &#8211; <strong>Le ombre del sapere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Teresa Trias<\/strong>&nbsp;<strong>EPFCL Spagna ( FOE &nbsp;Barcelona)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo seminario&nbsp;<em>L\u2019insu\u2026<\/em>&nbsp;Lacan ci parla della&nbsp;<em>passe<\/em>&nbsp;come \u201criconoscersi tra s\u00e9-re\u201d [\u201cse reconna\u00eetre entre soir\u201d]&nbsp;a condizione di inserire \u201c<em>ap<\/em>\u201d: \u201criconoscersi tra s(ap)\u00e9re\u201d [\u201cse reconna\u00eetre entre s(av)oir\u201d].<a><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Le ombre del sapere. La trasmissione attraverso i testimoni. La difficolt\u00e0 della trasmissione \u00e8 evidente. Che cosa aspettiamo della&nbsp;<em>passe<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab[\u2026] l\u2019inconscio: un sapere che si articola da&nbsp;<em>lalingua<\/em>, dove il corpo che parla \u00e8 annodato solo dal reale di cui \u201csi gode\u201d.\u00bb<a><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;Sostanza godente?&nbsp;<em>Lalingua<\/em>? Sapere nel reale? Sapere che non si sa, ma si gode?&nbsp;&nbsp;Sapere che non si sa di sapere?<\/p>\n\n\n\n<p>Orrore del sapere del godimento particolare che \u00e8 l\u00ec da sempre per poter decifrarlo. Fino a dove si pu\u00f2 decifrare l\u2019orrore del sapere? Fino ad essere uno scarto<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;<em>passe<\/em>: paradosso per il testimone in cui i&nbsp;<em>passant<\/em>&nbsp;e i&nbsp;<em>passeur<\/em>&nbsp;sono soggetti che devono spogliarsi della propria soggezione per poter ascoltare e trasmettere al cartello della&nbsp;<em>passe<\/em>&nbsp;la&nbsp;<em>istorizzazione<\/em>&nbsp;del&nbsp;<em>passant<\/em>. Il desiderio dell\u2019analista, desiderio inedito, \u00e8 l\u00ec, in attesa di poter essere trasmesso se di \u00e8 dato l\u2019atto analitico, se si \u00e8 dato il passaggio dell\u2019analizzante all\u2019analista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Traduzione<\/strong>: Diego Mautino<\/p>\n\n\n\n<p><a><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;Cf. J. Lacan, \u00ab&nbsp;se reconna\u00eetre&#8230; entre soir, si j\u2019puis m\u2019exprimer ainsi, \u00e0 condition que nous y ins\u00e9rions un AV apr\u00e8s la premi\u00e8re lettre, se reconna\u00eetre entre savoir.&nbsp;\u00bb Le s\u00e9minaire, \u00ab&nbsp;<em>L\u2019insu qui sait de l\u2019une-b\u00e9vue s\u2019aile \u00e0 mourre<\/em>&nbsp;\u00bb, le\u00e7on 15\/02\/77.<br><a><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;J. Lacan, \u00abLa terza\u00bb [Roma 1974], in&nbsp;<em>La psicoanalisi<\/em>&nbsp;n\u00b0 12, Astrolabio, Roma 1992, p. 23.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.praxislacaniana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/La-Psicoanalisi-12-La-terza-di-LACAN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.praxislacaniana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/La-Psicoanalisi-12-La-terza-di-LACAN.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading alignwide\"><strong>Argomento<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questa VIII Giornata di Scuola dell\u2019EPFCL rimette in questione, una volta di pi\u00f9, l\u2019intensione della psicoanalisi. In altre parole, interrogher\u00e0 nuovamente ci\u00f2 che, in una psicoanalisi, fa lo psicoanalista: il passaggio dall\u2019analizzante all\u2019analista. L\u2019intensione della psicoanalisi, che determina l\u2019estensione che la Scuola e i suoi Forum hanno tutta l\u2019intenzione di sostenere qua e l\u00e0, \u00e8 la sovversione del legame in cui si produce \u00abdello psicoanalista\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Impredicabile, diciamo noi. Tuttavia, Lacan, dopo averlo specificato come il desiderio dello psicoanalista per estrarne l\u2019atto che ne dipende, ha infine proposto un <em>mathema<\/em> che scrive la sua operazione specifica: il Discorso dello psicoanalista. Il prodotto contingente di questo legame inedito pu\u00f2 essere \u00abdello psicoanalista\u00bb, e cos\u00ec di seguito&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 la psicoanalisi divenga un atto da venire ancora\u00bb contiamo su un\u2019operazione che ne sostenga la logica e sulla possibilit\u00e0 che si trovino degli operatori all\u2019altezza dell&#8217;etica che questa logica esige.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Collegio Internazionale della Garanzia dell\u2019EPFCL, il CIG 2023-2024, come tutti quelli che l\u2019hanno preceduto, sostengono il dispositivo della <em>passe<\/em> e l\u2019esperienza viva che ne deriva. Ogni <em>passe<\/em> \u00e8 ricevuta con la pi\u00f9 grande considerazione riguardo ci\u00f2 che costituisce i cambiamenti radicali dell\u2019attraversamento delle analisi qui e l\u00e0, ma ci\u00f2 che orienta i cartelli \u00e8 con tutta evidenza una attenzione particolare a ci\u00f2 che pu\u00f2, nelle testimonianze, denotare \u00abla <em>passe<\/em> all\u2019analista\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione \u00e8 stata messa al lavoro in occasione delle ultime Giornate della Scuola a Buenos Aires su iniziativa del CIG precedente. Noi la riprendiamo e la proponiamo indicando sin dall\u2019inizio, nell\u2019enunciato del titolo, un\u2019affermazione: il passaggio all\u2019analista che un\u2019analisi pu\u00f2 procurare, produce una trasformazione radicale nel rapporto con il sapere, ossia con l\u2019inconscio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque: SAPERE E IGNORANZA NEL PASSAGGIO ALL\u2019ANALISTA.<\/p>\n\n\n\n<p>La psicoanalisi \u00e8 un\u2019esperienza di sapere, ed \u00e8 questo che la costituisce come \u00abdidattica\u00bb. Questa esperienza di sapere comincia con \u00abqualcosa\u00bb che sfugge completamente a colui che soffre, egli non ne sa niente ma, per caso [<em>chance<\/em>], pu\u00f2 incontrare un buon ascoltatore che <em>sapr\u00e0 fare<\/em> questione di questa ignoranza e la far\u00e0 parlare. Questa esperienza di parola, \u00abla pratica del blabla\u00bb indirizzata all\u2019analista, trasporter\u00e0 il \u00abnon voglio saperne niente\u00bb iniziale nel percorso inesauribile della supposizione di un sapere su questo soggetto alla deriva, in ci\u00f2 che Freud chiamava \u00able sue rappresentazioni\u00bb e che Lacan qualificher\u00e0 come elucubrazioni. Il transfert, questo \u00abamore che si indirizza al sapere\u00bb<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, decifratore instancabile, \u00e8 il vettore della \u00abpratica del senso\u00bb che dovr\u00e0 trovare la sua fine: <em>l\u2019insu que sait de l\u2019une b\u00e9vue<\/em><a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. In risposta all\u2019impasse del Soggetto Supposto Sapere, si pu\u00f2 produrre una <em>passe<\/em> all\u2019analista.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il transfert come supporto, la dotta ignoranza analitica \u00e8 una tensione verso il sapere. C\u2019\u00e8 dunque un percorso, un attraversamento, la cui posta in gioco \u00e8 la fine dell\u2019analisi, ossia una profonda modificazione del rapporto al sapere e al godimento che esso cifra, come risultato dell\u2019operazione \u00abdell\u2019analista\u00bb, vale a dire la posizione dell\u2019inconscio: la collocazione del sapere \u00abal posto della verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo attraversamento Lacan l\u2019ha chiamato \u00ab<em>Passe<\/em>\u00bb. Giro di passe-passe, passaggio sottile dal sapere dello psicoanalizzante al sapere dello psicoanalista. Il sapere dello psicoanalizzante si orienta dapprima sul Soggetto Supposto Sapere; l\u2019atto dello psicoanalista, al contrario della nevrosi, favorir\u00e0 l\u2019 imbattersi sulla sua impasse fino a che, alla fine, egli potr\u00e0 sopportare questo sapere insaputo senza il ricorso a rappresentazioni, elucubrazioni, finzioni della verit\u00e0 menzognera che vettorializzavano il suo indirizzarsi all\u2019Altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sapere fa orrore poich\u00e9 al contrario del sapere supposto non ha rispondente nell\u2019Altro. \u00abOrrore di sapere\u00bb<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, dice Lacan, per sottolineare la posta in gioco di questo passaggio, poich\u00e9 il sapere si avvera connesso a un godimento che non fa rapporto, e dunque conduce a \u00abconfrontarsi con l\u2019impasse sessuale\u00bb ossia alla castrazione e al godimento contiguo. Smantellando le teorie sessuali che la nevrosi ha escogitato e confinato nei limiti del fantasma, questo sapere insaputo rimanda chi ha fatto questo percorso alla sua solitudine <em>troumatica<\/em><a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, che Lacan ha scritto come: <em>Ya de l&#8217;Un<\/em> (C\u2019\u00e8 dell\u2019Uno).<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa resta allora dei nostri amori trasferenziali e del loro desiderio del sapere? Un desiderio di sapere pu\u00f2 emergere e ripercuotere gli effetti (affetti) di un sapere insaputo.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, se \u00abGli analisti sono detentori di un sapere su cui non possono intrattenersi\u00bb<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a> possono farne uso, metterlo in atto, e farlo sapere al di l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci auguriamo che gli AME e i <em>passeur<\/em> che essi designano, siano attenti all\u2019inatteso e all\u2019ininteso degli effetti di questo sapere insaputo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dal lato dei cartel della <em>passe<\/em>\u2026 contiamo sulla saggezza della loro ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<p>La Scuola, la Scuola, sempre ricominciata\u2026 perch\u00e9 ci sia possibilit\u00e0 [<em>chance<\/em>] di analista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Collegio Internazionale della Garanzia dell\u2019EPFCL, CIG 2023-2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> J. Lacan, \u00abIntroduzione all\u2019edizione tedesca di un primo volume degli <em>Scritti<\/em>\u00bb [1973], in <em>Altri scritti<\/em>, Einaudi, Torino 2013, p. 550.<br><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> <em>L\u2019insu que sait de l\u2019une b\u00e9vue <\/em>[<em>s\u2019aile \u00e0 mourre<\/em>] \u00e8 il titolo del Seminario XXIV (1976-1977), non pubblicato. L\u2019insaputo che sa della svista, produce diverse risonanze in francese tra cui \u2018una svista\u2019, <em>une-b\u00e9vue, Unbewusst<\/em>, l\u2019inconscio freudiano (N.d.T.).<br><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> J. Lacan, \u00abNota italiana\u00bb, in <em>Altri scritti<\/em>, <em>op. cit.<\/em>, p. 305.<br><a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Neologismo forgiato con \u201cbuco\u201d [<em>trou<\/em>] e traumatismo.<br><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> J. Lacan, \u00abDella psicoanalisi nei suoi rapporti con la realt\u00e0\u00bb [1967], in <em>Altri scritti<\/em>, <em>op. cit<\/em>., p. 355.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIII INCONTRO INTERNAZIONALE DI SCUOLA \u2013 EPFCL, 2 MAGGIO 2024 \u2013 PARIGI, \u201cSAPERE E IGNORANZA NEL PASSAGGIO ALL\u2019ANALISTA\u201d PROGRAMMA Anfiteatro Lavoisier (Traduzione simultanea Inglese, spagnolo, francese, italiano, portoghese) 8:00-&gt;REGISTRAZIONI 9:00-&gt;PERTURACarolina Zaffore&nbsp;(Argentina)e&nbsp;Dominique Fingermann&nbsp;(Francia)Segretarie del Collegio Internazionale della Garanzia&nbsp; 9:15 \u2013 10:45Discussant: Martine Men\u00e8s\u00a0(Francia)Elynes Barros AE\u00a0(Brasile):\u00a0Cosa si pu\u00f2 sapere in un\u2019analisi?Rebeca Garcia\u00a0(Spagna):\u00a0Ci\u00f2 che risuona di un\u2019esperienzaNicolas Bendrihen\u00a0(Francia):\u00a0La [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-211","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=211"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/211\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1182,"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/211\/revisions\/1182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/if-epfcl-paris2024.champlacanienfrance.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}